Nel nostro correre avanti ed indietro nel tempo, questa volta facciamo un salto a ritroso fino al XIX secolo, nella patria del football, l’Inghilterra, e precisamente al Kennington Oval, nel Surrey, luogo destinato ad ospitare la prima edizione di quella che, ancor oggi, è un must nel mondo del calcio: la F.A. Cup Final.
Chi più chi meno, approcciandosi al calcio, si è imbattuto in questo evento, antichissimo, capace di calamitare l’attenzione di un intero paese per l’unicità della sua formula e per una tradizione che affonda i suoi riti e le sue consuetudini nella notte dei tempi ‘calcistici’, la Coppa d’Inghilterra, appunto, cui tutti possono partecipare, dalla squadra di bar, a quella di quartiere (a patto che militino in una lega ‘accettabile’ ed abbiano un campo sicuro e di capienza acconcia), fino alle blasonate protagoniste della Premier.
Due sono tuttavia i momenti davvero immancabili: quello del sorteggio del terzo turno, quando entrano in gioco le big, e, naturalmente, quello dell’atto conclusivo, la finale di Wembley.
La competizione fu istituita nel lontano 1872 ed è la più antica manifestazione, tuttora regolarmente disputata, del mondo. Inizialmente fu intesa solo per club dilettantistici, dieci anni dopo venne aperta anche al professionismo. Il primo club professionistico a vincere la competizione fu il Blackburn Olympic nel 1883.
Il campionato venne istituito nel 1888, e, da allora, divenne particolarmente prestigioso realizzare il double, la vittoria, cioè, in F.A. Cup ed in campionato; il primo double fu completato dal Preston North End già nel 1889, ma, con il tempo, è diventato rarissimo e difficile, tanto che, a tutt’oggi, è stato realizzato in appena 11 occasioni.
La prima finale di FA Cup venne disputata il 16 marzo 1872, al Kennigton Oval (oggi Kia Oval), un impianto da sempre associato al cricket, ma, che, nelle origini, era l’impianto nazionale ufficiale in cui si disputavano gli incontri più importanti dei vari sport, dal calcio al rugby (il primo test match tra Inghilterra e Scozia del 1872), passando dagli Australian Rules, al baseball, al football americano…
Quel lontano giorno, in piena epoca ‘Vittoriana’, quando l’Impero britannico era sovrano di metà delle terre emerse e dominava i cinque mari, si sfidarono Wanderers e Royal Engineers, in palio la Challenge Cup final, solo dopo qualche tempo destinata a divenire FA Cup. Al termine di una partita combattuta ed epica, giusto per sottolinearlo, uno dei giocatori dei Royal Engineers, il tenente Edmund Creswell (la squadra era formata da 9 tenenti e 2 capitani), pur con la clavicola rotta, rimase in campo fino alla fine, prevalsero i Wanderers per 1-0 grazie ad una rete di Morton Betts, davanti a 2000 spettatori.
Betts fu il classico esempio di sportivo a 360° di quell’epoca, giocava infatti a cricket e football, e raccolse presenze sia nella nazionale di calcio che in quella di cricket; a calcio giocava normalmente come full-back, anche se la sua unica presenza con la maglia dei tre leoni (un 1-3 contro la Scozia nel 1877) la raccolse come portiere. Quel famoso giorno di marzo, in cui divenne immortale, realizzando la rete decisiva per i Wanderers, giocò con lo pseudonimo di A.H. Chequer (ciò perché abitualmente giocava per gli Harrow Chequers). Quel gol, narrano le cronache dell’epoca, fu un semplice tap-in, dopo una ubriacante serpentina tra le maglie della difesa degli Engineers, di Vidal Walpole, all’epoca conosciuto come ‘the prince of dribblers’.
Trattandosi di club dilettantistici le due squadre tuttavia non hanno marchiato a fuoco la storia del calcio inglese, poco dopo, quando il gioco divenne sport e conquistò le masse, sparirono dalle cronache, limitandosi ad ammantare di leggenda solo i primordi: i Wanderers vinsero infatti ben 5 edizioni della Coppa, gli Engineers 1, nel 1875, dopo il replay, contro gli Old Etonians.
I Wanderers si sciolsero nel 1880, per poi rinascere soltanto nel 2009, ed attualmente militano nella Surrey South Eastern, mentre gli Engineers, fondati nel 1863, e nelle cui fila hanno da sempre militato soldati dei ‘Royal Engineers’, hanno continuato a giocare in questo secolo e mezzo, nei tornei militari, ma senza mai più incidere nel calcio che conta.
A ricordo di quella memorabile sfida ad inizio novembre del 2012, nella settimana che precede il primo turno di F.A. Cup, 140 anni dopo, nello stesso scenario, il Kia Oval (in cui si disputarono 19 delle prime 21 finali della Coppa), sono tornati a sfidarsi, in una ben organizzata rievocazione storica, Wanderers ed Engineers.
A guidare i Wanderers è stato chiamato Bobby Gould, uno dei quattro uomini ad aver vinto la F.A. Cup sia da giocatore che da manager. Nell’occasione, ai vincitori, è stato concesso l’onore di alzare al cielo la Coppa Originale della F.A. (in realtà quella realizzata nel 1895, che riproduceva l’originale, rubata da un negozio di Birmingham e mai più ritrovata, probabilmente fusa per rivenderne il metallo), di proprietà del co-presidente del West Ham, David Gold.
Alla presenza del Presidente della F.A., David Bernstein, la banda del corpo dei ‘Royal Engineers’ ha eseguito ‘Abide with me’ e poi l’inno nazionale cantato dai giocatori delle due squadre.
Non tutto, però, è stato fedele a quel che accadde nel 1872, solo per cominciare, in quel lontano giorno, i Wanderers scesero in campo con otto attaccanti e gli Engineers con sette, poi, molte delle regole nel frattempo sono cambiate notevolmente: la prima rimessa laterale spettava un tempo a chi non aveva battuto il calcio d’inizio, le squadre cambiavano campo ad ogni gol e non c’erano le reti nelle porte.
Ma, soprattutto, è andata ben diversamente sul campo, questa volta la vittoria ha arriso agli Engineers per 7-1, che, così, a distanza di 140 anni, si sono presi una bella rivincita…. I Wanderers, tuttavia, potranno sempre fregiarsi dell’onore di aver vinto il primo incontro, quello valido per la gloria eterna, per 1-0, primo dei loro cinque successi in FA Cup, anche se, temiamo, per fregiarsi del sesto alloro, dovranno aspettare ancora parecchio….
fonte immagine: Wikipedia e diversi
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