La Coppa Mitropa, nella sua denominazione ufficiale ‘ Coupe de l’Europe Centrale’, nota in Italia come ‘Coppa dell’Europa Centrale’ , o Coppa Europa, nelle sue prime 14 edizioni venne organizzata da sette federazioni europee ÖFB, MLS, ČSFS, FIGC, ASF, FSJ e FRF, e , a buon titolo, può essere considerata la più antica competizione calcistica europea per squadre di club.
La prima edizione venne infatti disputata nel 1927, l’ultima nel 1992, e deve il suo nome alla contrazione del termine tedesco Mitteleuropa (che voleva dire appunto Europa Centrale).
Erano, quelli, tempi ben diversi dagli attuali, in cui le semplici comunicazioni all’interno dei vari stati erano piuttosto complicate, pensare poi di spostarsi all’interno del continente diventava una mezza impresa, con ferrovie ed automobili ancora nella loro fase pionieristica, per non parlare dei viaggi navali ed aerei….
Il trofeo prese tuttavia ispirazione dalla Challenge-Cup, un torneo di calcio tra squadre dell’Impero austro-ungarico, che era stato disputato dal 1897 al 1911.
La Coppa dell’Europa Centrale venne ideata, ed inizialmente organizzata, da Hugo Meisl, segretario generale della ÖFB, la federcalcio austriaca, vedendo i suoi natali il 17 luglio 1927 a Venezia.
Nell’agosto del 1928 il torneo prese definitivamente il via.
Nelle prime due stagioni vi presero parte due club provenienti da ciascuno dei seguenti Paesi: Ungheria, Austria, Cecoslovacchia e Jugoslavia; nel 1929 la Jugoslavia fu sostituita dall’Italia.
Il progetto era tuttavia molto più ambizioso, tanto che, per diversi anni, si accarezzò addirittura l’idea di trasformarla in un vero e proprio campionato europeo giocato dai club più forti da sovrapporre ai campionati nazionali, tuttavia, per problemi di date, il progetto naufragò e, ancor oggi, nonostante gli sponsor e le forti spinte, non è riuscito a divenire realtà.
Nel 1934 le squadre ammesse da ciascuna delle quattro nazioni passarono da due a quattro e, dal 1936, si diede il via libera alla partecipazione anche di quattro club della Svizzera.
Nel 1937 i club partecipanti per ogni nazione furono ridotti a tre per lasciare spazio a squadre provenienti da altri due paesi: la Romania e , nuovamente, la Jugoslavia, per un totale di sette federazioni coinvolte nella manifestazione.
L’anno successivo i club austriaci non presero più parte alla coppa in seguito all’Anschluss dell’Austria nella Germania nazista: i tre posti lasciati liberi furono così occupati da un quarto club ciascuno per l’Italia, la Cecoslovacchia e l’Ungheria. Nel 1939 i club partecipanti si ridussero ad 8 soltanto e, alla fine, nel 1940, il torneo, iniziato a conflitto già scoppiato con squadre rumene, ungheresi e jugoslave, venne sospeso prima della disputa della finale.
Negli anni ’30, fermo restando lo ‘splendido’ isolamento dei club britannici, che si reputavano ‘manifestamente superiori’ e che non accettavano pertanto di confrontarsi con club del resto del mondo, la Mitropa godette di un grandissimo prestigio, raggiunto in seguito solo dalla Coppa Latina negli anni cinquanta, e ,poi, dalla Coppa dei Campioni e, negli ultimi decenni, dalla Champions League.
In quell’epoca, infatti, il calcio danubiano era ai vertici europei e quello italiano si era laureato campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e campione olimpico nel 1936, mentre il calcio degli altri Paesi latini, dei Paesi nordici e quello tedesco erano nettamente inferiori.
Proprio nel contesto della Coppa Mitropa si affermò la stella del Bologna che vinse il titolo per due volte assurgendo a livelli quasi mitologici, che la retorica del tempo contribuì a rendere sempiterni coniando il famoso motto della squadra “che tremare il mondo fa” (in seguito identica impresa fu compiuta anche dall‘Austria Vienna, dallo Sparta Praga e dall’Újpest).
Nel 1929-1930 il Bologna aveva inaugurato l’era dei campionati a girone unico con lo scudetto sulla maglia ed era una delle squadre più famose e forti dell’epoca. I rossoblu potevano dunque facilmente attirare giocatori importanti, dall’Uruguay arrivarono tre grandi campioni: Francesco Fedullo, Raffaele Sansone, e Michele Andreolo; assieme a loro giunsero gli’ italiani’ Carlo Reguzzoni, grande ala sinistra, Eraldo Monzeglio e Mario Montesanto e, con in panchina l’ungherese Lelovich, subentrato a Felsner nel gennaio 1931, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale nel 1932, sconfiggendo in finale il First Vienna, e ripetendo poi l’impresa nel 1934 con la vittoria nell’atto finale sull‘Admira Vienna. Quel gruppo, guidato poi da Árpád Weisz prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come “lo squadrone che tremare il mondo fa”.
Il club rossoblu, dopo i due successi, continuò comunque ad essere protagonista a livello europeo: dopo due eliminazioni consecutive agli ottavi di finale del 1936 e 1937, per mano dell’Austria Vienna di Matthias Sindelar, nel 1939 venne eliminato solo in semifinale dal Ferencváros di György Sárosi, in seguito allenatore del Bologna a metà degli anni cinquanta.
La guerra provocò orrori e lutti, ma anche grandi sconvolgimenti sociali, politici e sportivi, la stessa mappa dell’Europa subì profondi mutamenti e paesi, un tempo dominanti nel calcio, fagogitati dal ‘moloch’ sovietico, persero la loro leadership.
Chi ne fece le spese fu anche la Coppa Mitropa che, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fu riesumata nel 1955, dopo un’edizione non ufficiale nel 1951 chiamata Zentropa Cup.
La coppa rimase inizialmente aperta a club di Jugoslavia, Italia, Cecoslovacchia, Austria e Ungheria (venendo vinta solo da due squadre italiane, ancora il Bologna, nel 1961, e la Fiorentina nel 1966), ma perse progressivamente di importanza con l’introduzione delle manifestazioni dell’UEFA (costituita nel 1954, con la Coppa dei Campioni che vide la luce, nella sua prima edizione nella stagione 1955-56), poiché a parteciparvi erano ora chiamate le società meglio piazzate al di sotto di quelle qualificate ai tornei UEFA.
Nel 1979 la formula della, adesso, Mitropa Cup venne ulteriormente modificata trasformandola in una coppa per i club vincitori dei rispettivi campionati di secondo livello (la Serie B in Italia) e così rimase fino al 1992 (tra le squadre blasonate che la vinsero ci furono il Milan ed il Torino, insieme ad Udinese, Pisa due volte, Ascoli e Bari).
Sulle ceneri della Mitropa Cup nacque un’ultima versione, durata dal 1995 al 2008, denominata Coppa Intertoto, riservata alle squadre europee classificate, nei rispettivi campionati, nelle posizioni immediatamente successive a quelle che permettevano la partecipazione alla Coppa UEFA; cioè quelle stesse posizioni che, dagli anni cinquanta ai settanta, consentivano l’accesso alla Coppa Mitropa.
La federazione continentale organizzò questo torneo come una competizione extra preliminare della Coppa UEFA, utile per accedere alla manifestazione principale, che, nel corso della sua breve storia, cambiò formula per ben quattro volte (le squadre italiane che la vinsero furono il Bologna nel 1998, la Juventus nel 1999, l’Udinese nel 2000 ed il Perugia nel 2003).
Ora, di quella importante manifestazione, che fu la Coppa Mitropa, restano solo poche foto in bianco e nero, ormai ingiallite dal tempo, mentre gli onori della ribalta sono ormai tutti per la Champions League con i suoi munifici sponsor e l’ingente giro di milioni che arrivano dai diritti televisivi e che vengono redistribuiti tra i clubs partecipanti attraverso munifici premi…
fonte immagine: footnostalgie.com
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